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Mercoledì 30/10/2013

DECRETO DEL FARE E TUTELA DEL CREDITO: LE NOVITA' DEL GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO

Lo strumento monitorio, sorto dall’esigenza di consentire un rapido recupero di alcune categorie privilegiate di crediti, ha visto nella prassi spesso vanificato il suo scopo dai lunghi tempi dei giudizi di cognizione ordinaria instaurati a seguito della proposizione dell’opposizione da parte del debitore.
La logica di velocizzazione è presente sia nell’intervento normativo effettuato con il d.lgs. 231/02  il quale, modificando l’art. 633 c.p.c., ha previsto che il decreto motivato fosse da emettere entro trenta giorni dal deposito del ricorso; sia dalla previsione dell’art. 642, III co., c.p.c., nel consentire che in alcuni casi l’esecuzione provvisoria del decreto, nella pendenza dei termini per la proposizione dell’opposizione, possa essere autorizzata senza l’osservanza del termine di cui all’art. 482 c.p.c..
Giunti poi alla fase conseguente all’opposizione, entrava in gioco la previsione dell’art. 645, II co., c.p.c. laddove si stabiliva che fossero dimezzati i termini di comparizione.
La legge 218/2011 ha, però, recentemente eliminato dall’art. 645 c.p.c. le parole “ma i termini di comparizione sono ridotti a metà” per cancellare gli effetti della sentenza delle SS. UU.  n. 19246/2010 che aveva ritenuto che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la riduzione della metà del termine di costituzione dell'opponente, fosse un effetto automatico conseguente alla proposizione dell'opposizione e che si verificasse, perciò, anche qualora l'opponente avesse assegnato un termine a comparire pari o superiore a quello legale.
Per i giudizi pendenti, con una norma interpretativa contenuta nell’art. 2 della stessa legge, si stabilì allora che la riduzione del termine di costituzione dell’opponente a cinque giorni trovava applicazione solo se nella citazione egli avesse assegnato all’opposto un termine a comparire inferiore a quello ordinario (90 giorni).
Oggi l’art. 78 del Decreto del Fare prevede una modifica al II comma dell’art. 645 c.p.c. con l’aggiunta della previsione, ai fini dell’anticipazione di cui all’art. 163 bis, III co. c.p.c., della fissazione dell’udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire di novanta giorni: ciò significa che tra la notificazione dell’opposizione al decreto ingiuntivo e l’udienza di comparizione non devono intercorrere più di centoventi giorni.
Anche l’art. 648 c.p.c. è stato oggetto di una modifica tesa a consentire al giudice di decidere più velocemente sulla richiesta del creditore di concessione dell’esecuzione provvisoria del decreto anche in pendenza di opposizione: viene infatti stabilito che la valutazione circa i presupposti per tale decisione (il fatto che l’opposizione non sia fondata su prova scritta o di pronta soluzione, oppure che vi siano somme non contestate e che l’opposizione non sia stata proposta per vizi procedurali) debba avvenire alla prima udienza.
L’obiettivo del legislatore sembra dunque quello di indurre le parti ed il giudice a porre subito le condizioni per una delibazione sommaria riguardo i contenuti dell’opposizione e dunque quello di ridurre i tempi della giustizia e disincentivare le opposizioni infondate e con finalità meramente dilatorie.

Dott.ssa Giorgia De Zordo