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Venerdì 14/06/2013

STRUMENTI NORMATIVI EUROPEI: IL REGOLAMENTO N. 805/2004

Con questo Regolamento è infatti stato introdotto il concetto di titolo esecutivo europeo (TEE) con la conseguente abolizione di ogni procedura intermedia di exequatur per fa valere il titolo al di fuori dello Stato membro in cui esso si è formato. Ciò a condizione che il credito di cui si chiede l’esecuzione tragga origine da un rapporto di natura privatistica ovvero, più nello specifico, di natura civile e commerciale ed inoltre che tale credito non sia stato contestato dalla controparte nel corso del giudizio che ha portato alla formazione della decisione. A questo proposito è bene ricordare che in Italia non si considera non contestato il provvedimento pronunciato in costanza di contumacia. Tale modalità agevolata di circolazione è possibile in quanto il controllo sui requisiti processuali (c.d.“norme procedurali minime” che contengono alcune previsioni garantiste riguardanti la notificazione ed alcune informazioni per la controparte) e sostanziali che deve presentare il provvedimento è affidato a monte all’autorità dello Stato in cui viene emesso attraverso il rilascio di un certificato (appunto di TEE) effettuato dal medesimo organo che ha pronunciato tale “decisione giudiziaria” tramite la compilazione di un apposito modulo “standard” allegato al Regolamento stesso. Una volta certificata come TEE la decisione giudiziaria diviene “intangibile” nello Stato di importazione: ciò significa che il giudice dell’esecuzione non potrà rifiutare di darle esecuzione a parte in pochissimi casi tassativi previsti dal legislatore europeo. Nel concetto di “decisione giudiziaria” deve ricomprendersi un ampio spettro di provvedimenti, essendo stata tale definizione volutamente lasciata aperta: vi si potranno quindi identificare sia le sentenze (ovviamente di merito) definitive e provvisorie, le sentenze parziali e altre categorie di provvedimenti. Tra questi ultimi si possono individuare i provvedimenti sommari anticipatori ex artt. 186 bis, ter e quater c.p.c., i provvedimenti sommari decisori (ad es. il decreto ingiuntivo ex art. 633 c.p.c.) e anche le misure provvisorie cautelari (solo però qualora la parte sia stata preventivamente invitata a comparire e tali provvedimenti siano destinati ad essere eseguiti solo a seguito di una loro comunicazione a detta parte). In base a tale Regolamento è poi possibile riconoscere efficacia esecutiva diretta anche agli atti pubblici autentici e alle transazioni giudiziarie aventi efficacia esecutiva e che non siano contrari all’ordine pubblico dello Stato membro richiesto dell’esecuzione. Giorgia De Zordo